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Perché è Tempo di Food Revolution

Se si ama il Food, non si può pensare al mese di Maggio, senza pensare alla Food Revolution di Jamie Olliver, ormai appuntamento fisso. Ma come siamo arrivati a questo evento globale, che di fatto vuole essere una drammatica presa di coscienza globale sulla alimentazione e sulle sfide che andremo a incontrare, come è iniziato questo movimento e quali sono i motivi che ogni anno non fanno che accrescere e coinvolgere persone, città, nazioni. Scopriamolo insieme

Chi è Jamie Oliver

Jamie Oliver (classe 1975) è un cuoco e personaggio televisivo britannico. Risotratore per vocazione e tradizione perché i suoi genitori erano proprietari di un ristorantino nella sua città natale. Dopo la scuola alberghiera inizia a lavorare in un ristorante di Antonio Carluccio, dove impara la cucina italiana e dove conosce Gennaro Contaldo, che diverrà suo mentore.

Viene notato da una troupe televisiva quando lavora in un altro ristorante italiano a Londra, The River Café, Fulham, nel 1997 e appena 2 anni dopo, nel 1999 fa il suo debutto ufficiale in televisione con un programma tutto suo: The Naked Chef. Jamie è simpatico e ci sa fare e il successo è coronato da un best seller e un invito a 10 Downing Street  per cucinare per l'allora Primo Ministro Tony Blair. Jamie è chef, ma è diventato ufficialmente anche personaggio pubblico. 

 

Food Revolution: le Origini

Tutto inizia nel lontano 2004 quando Jamie inizia a lavorare alla serie tv Jamie's School Dinners (poi trasmessa nel 2005), Jamie si era posto l'obiettivo di trasformare i menu (anche da un punto di vista nutrizionale) di una scuola inglese che offriva ai suoi studenti il classico junk food (molto fritto, niente verdure fresche, piatti preconfezionati).

Nasce la campagna Feed Me Better (Fammi Mangiare Meglio) che andrà a coinvolgere tutte le scuole del paese. I risultati furono sorprendenti: cibo spazzatura eliminato, come pure le bibite gasate, i fritti concessi solo 2 volte a settiana e come risultato i voti degli studenti sono anche migliorati. Merito dell'alimentazione?

 

Nel 2008 segue un'altra serie tv: Jamie's Ministry of Food, una presa in giro del Ministro del Cibo veramente esistito in Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale che aveva l'obiettivo di insegnare alla popolazione a mangiar bene anche con il cibo razionato. La missione di Jamie in questa serie tv durata meno di un mese era quello di far diventare RotherhamSouth Yorkshire, la"capitale gastronomica del Regno Unito" e nel tentativo di raggiungere questo ambizioso obiettivo Jamie cercava di insegnare come si cucina cibo fresco in maniera semplice, veloce ma gustosa e far ritrovare ai cittadini di Rotherham abitudini alimentari più sane.

Sembrerà strano, ma nella serie compaiono mamme che non avevano mai cucinato nulla di fresco ai propri figli, basando i pasti della settimana su cibo etnico a portar via. Nasce la campagna "Pass it On", dove Jamie stesso insegna a un piccolo gruppo di persone delle ricette facili, sane e buone con l'obiettivo che queste stesse persone a loro volta facciano lo stesso con altre in modo che il buon cibo di possa diffondere a macchia d'olio.

 

2010 Jamie sbarca in America con Jamie Oliver's Food Revolution (rititolata per il pubblico britannico Jamie's American Food Revolution) che lo vedrà impagnato per 2 stagioni, 2 anni, 12 episodi in totale. Il tema della serie ricalca le precedenti e il comune denominatore è una sistematica disinformazione sugli alimenti, sul mangiar sano, sui valori nutrizionali del cibo e sugli effetti che quello e cosa e come che si mangia ha sul corpo di ognuno di noi.

Alla fine di entrambe le serie, Jamie Oliver ha iniziato una campagna per cambiare i menu nelle mense scolastiche americane, aiutare la società americana a combattere l'obersità attraverso una campagna di educazione alimentare, la stessa che ha fatto recentemente Michelle Obama e prima di lei Arnold Scharzennegger. L'obiettivo è quello di promuovere e far radicare quelle abitudini alimentare che caratterizzano uno stile di vita sano. 

 

Nello stesso anno, nel 2010, Jamie parla a TED (video in lingua originale sottotitolato in italiano - attenzione dopo 8 minuti circa l'audio salta ma rimangono i sottotitoli). Jamie individuta un grande unico serial killer del nostro tempo: il grasso. Al terzo minuto del filmato dchiara. "Occorre una Rivoluzione che riporti il cibo ad essere consumeto fresco e prodotto localmente". Dopo appena 2 anni, nel 2012 l'iniziativa diventa globale e nasce #foodrevolution. Il motto è: Cook it, Share it, Live it (Cucinalo, Condividilo, Vivilo).

 

 

Food Revolution: Oggi 

Food Revolution è un movimento globale, o meglio, come dice la parola stessa, una rivoluzione, che cresce e si sviluppa nella consapevolezza che il pianeta è uno, noi siamo molti e che per vivere dobbiamo nutririci e bene, nel rispetto reciproco e della natura dalla quale traiamo nutrimento. Un po' un giro di parole, ma la rivoluzione è così: gira.

I dati però sono allarmanti, come se trasmissioni televisive, programmi ministeriali, campagne di sensibilizzazione, la conoscenza e la cultura personale poco hanno fatto. Dichiara Jamie Oliver:

Access to good, fresh, nutritious food is every child’s human right, but currently we’re failing our children. Millions of kids are eating too much of the wrong food, while millions more don’t get enough of the good stuff to let them grow and thrive. We need to unite as one strong, single voice to force governments and businesses to create a healthier, happier world for the future.

Poter mangiare cibo che sia fresco, buono e che abbia i giusti elementi nutritivi è un diritto per ogni bimb su questa terra. Milioni di bambini oggi mangiano troppo cibo sbagliato, e milioni di altri bambini non riescono ad avere cibo abbastanza per nutrirsi e crescere sani e soffrono. Dobbiamo unire le nostre forze e insieme chiedere ai nostri governi di creare un mondo più sano e più felice. 

Sempre nello stesso anno in cui Food Revolution diventa globale, scoppia la polemica: "Ma come parla di cibo sano e buono e poi ce lo ritroviamo bello grasso come un maialino"? A farlo notare una giornalista australiana. "Sono perfettamente in salute - la risposta di Jamie - ma grazie per averlo notato. Lavora per un giornale di gossip?". Jamie ha poi aggiunto: “Io faccio del mio meglio, anche se lavorare nel mondo della risotrazione non aiuta, specialmente quando ad ogni momento mi viene chiesto di assaggiare qualcosina“.

A parte che tutti hanno diritto di ingrassare, che il fisico dello Jamie poco più che ventenne dello chef nudo e crudo, molto adolescenziale, non può necessariamente essere lo stesso dello Jamie più che trentenne, ma l'interrogativo esistenziale è ben altro e ce lo rivela Adriano Aiello su Dissapore

Si può essere professionisti del cibo (chef, giornalisti, foodblogger non importa), assaggiare lardo, guanciale e Cannonau e contemporaneamente assomigliare al mutandaro tartarugato Hugo Boss dei vostri sogni femminili segreti (ma anche manifesti) o bisogna accettare l’idea dell’ineluttabilità della pancia?

In questo caso invece di rivoluzione, dovremmo parlare di miracoli :) 

 

La Rivoluzione per William Strannix (Trappola in Alto Mare, 1992)

Trappola in Alto Mare è forse il film migliore di Steven Seagal. Lo testimoniano 2 candidature all'Oscar, e le belle interpretazione dei cattivi di turno: Tommy Lee Jones (ovvero William Strannix) e Gary Busey (ovvero Comandante Krill). A Tommy Lee Jones la battuta più bella di tutto il film, che, guarda caso, parla di rivoluzione e che ben spiega il successo della Food Revolution di Jamie:

Il movimento è morto? Ovvio, lo dice il nome: movimento: si muove per un po’ e poi si ferma, capisci vero? La rivoluzione no, prende il suo nome dal fatto che ti ritorna sempre sotto il naso. hai cercato di uccidermi: benvenuto, ecco la rivoluzione! 

 

 

Food Revolution: Domani 

La rivoluzione del cibo di Jamie Oliver è talmente attuale che fa paura. Mark Hyman, medico e giornalista americano, sottolinea come parlare di buon cibo e sana alimentazione e attribuire a questi discorsi una valenza rivoluzionaria, indica di fatto un malessere sociale grave che necessita una azione immediata. Come si nutriranno i nostri figli? Che risorse avranno disponibili? Sono solo 2 degli interrogativi che ci aspettano domani, se non agiamo oggi. Iniziamo dalle piccole cose, cambiando i nostri menu, leggendo le etichette, investendo sulla qualità e riducendo gli sprechi. Il domani ce lo costruiamo oggi. La rivoluzione è adesso.

Sei convinto? Allora che aspetti? Diventa anche tu rivoluzionario.

Le Ricette di Jamie

Ecco i tre libri che raccolgono i menu proposti nelle serie TV che hanno preceduto e ispirato la rivoluzione di Jamie.

Jamie's School Dinners

Jamie's Ministry of Food

Jamie's Food Revolution

 

 

 

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