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Come Scegliere Una Bottiglia di Vero Extravergine

Come scelgo la bottiglia di vino perfetta? Nel dubbio sul web per scegliere una bottiglia di vino si possono trovare infografiche meravigliose che ci guidano nella scelta tenendo in considerazione tantissime varianti. Alla fine sembra di partecipare a una caccia al tesoro dove come premio, dietro l'angolo, c'è la bottiglia perfetta da stappare da solo o in sempre perfetta compagnia.

Purtroppo, non si può dire lo stesso per una bottiglia di olio. Cercando e ricercando non ho trovato infografiche. Eppure l'olio extravergine è l'ingrediente principe della nostra cucina mediterranea. Eppure, e con molta fatica, la cultura dell'olio extravergine sta crescendo grazie a tanti corsi, eventi, manifestazioni, degustazioni organizzati sia da parte di noi piccoli produttori e delle Associazioni, che da parte delle pochissime oleoteche presenti in Italia. In molti ristoranti inizia ad essere presente una carta degli oli. Eppure una bella infografica ancora manca. E allora come posso scegliere la bottiglia perfetta di olio extravergine?

Senza infografica, scegliamola insieme. 

Regole di base

Leggi L'Etichetta

L'etichetta: deve esserci sempre. Molto spesso in giro, alcune volte nei negozi, ancora troppo spesso nei mercati rionali, sono presenti bottiglie di olio e anche taniche senza alcuna etichetta. Capisco che si tratta di olio, per lo stesso principio che quando vedo una mela capisco che è una mela e non altro. Se l'etichetta manca, questo non è indice di artigianalità, piuttosto di frode alimentare. La legge è chiara, è comunitaria (1096/2018) e indica in maniera scrupolosa che cosa si deve riportare l'etichetta.

Le informazioni che l'etichetta di una bottiglia, o di una tanica contenente olio extravergine di oliva deve riportare sempre sono:

  • denominazione di vendita e informazioni sulla categoria dell'olio: ovvero la frase che mi dice esattamente cosa sto comprando. Per l'olio extravergine troveremo sempre questa frase: "Olio extravergine di oliva: olio di oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici”

  • origine, ovvero da dove proviene la materia prima all'interno della mia bottiglia di olio extravergine. Se la bottiglia riporta. prodotto italiano, significa che le olive con le quali è stato fatto il mio olio sono state coltivate e raccolte in italia. In alternativa potremmo trovare anche altre denominazioni come: prodotto spagnolo, tunisino, greco che ci dicono che le olive provengono alternativamente da un altro paese comunitario oppure da un paese terzo (non comunitario). Attenzione, le olive possono essere pure mischiate, nel senso che possono avere origini diverse e utilizzate tutte insieme per creare la nostra bottiglia di olio extravergine e in questo caso la dicitura che troveremo in etichetta sarà: «miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea» oppure «miscela di oli di oliva non originari dell’Unione europea» oppure «miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea e non originari dell’Unione»

  • sempre per l'origine, ove presente, occorre riportare il nome geografico relativo a una Dop/Igp (es Terra di Bari, Toscano ecc)

  • parametri chimico-fisici dell'olio extravergine di oliva. In dettaglio i valori come acidità massima prevista alla data del termine minimo di conservazione (ovvero il tempo minimo entro il quale il prodotto mantiene inalterate le proprietà chimico fisiche riportate in etichetta. Quindi se il mio olio avrà una acidità del 0,15% al momento dell'analisi, questo valore dovrà essere inalterato per 18 mesi), insieme ai valori relativi a perossidi, cere e analisi dell’ultravioletto. L'acidità determina la extraverginità del mio olio (per un olio extravergine di olive deve essere inferiore allo 0.8%), non si percepisce al gusto ma solo attraverso una analisi chimica. Il perossido determina la longevità dell'olio e anche la qualità. Per legge i perossidi devono essere sempre inferiore a 20. L’unità di misura dei perossidi si esprime in meq O2/kg (milliequivalenti di ossigeno attivo per Kg di olio); un valore buono è al di sotto di 12, ottimo al di sotto del 7. Anche in questo caso i perossidi sono insapori e inodori e si rivelano solo attraverso una analisi chimica. L'analisi delle cere è un parametro anti-frode. Nell'olio EVO il contenuto in cere è ≤ a 250 mg/kg, un valore basso tipico di un olio estratto meccanicamente ma che diventa molto più elevato su un olio estratto con solventi. L'olio extravergine è estratto solo attraverso un processo meccanico. I solventi sono vietati, ecco perchè le cere diventano un valore anti frode.  Il valore dell'ultravioletto ha anche in questo caso l'obiettivo di andare ad identificare la genuinità del mio olio extravergine, ovvero mi dice se è vero olio extravergine oppure se è un olio extravergine rettificato, quindi un finto extravergine. Posto che per poter arrivare al consumatore l'olio extravergine deve rispettare i parametri per legge, il vero peccato è che tutte queste informazioni non hanno valore per la famosa casalinga di Voghera se non spiegate correttamente 
  • tabella nutrizionale (valori medi per 100 g o 100 ml di olio extravergine di oliva): valore energetico (da esprimere in kJ e kcal), mentre i grassi (saturi, monoinsaturi, polinsaturi), i carboidrati (zuccheri, polioli, amido), il sale, le fibre, le proteine, vitamine e sali minerali da esprimere tutti in g. Una piccola nota: a prescindere dal tipo di cultivar, le calorie dell'olio extravegine di equivalgono. Ci possono essere delle variazioni dovute a rivelazioni di laboratorio, e sono minime.

  • campagna di raccolta: e qui occorre fare un distinguo perché la normativa europea e quella nazionale differiscono. Per la normativa europea, la campagna di raccolta può essere indicata sempre se se il 100% dell’olio contenuto nella mia bottiglia di olio o tanica proviene da tale raccolta, quindi dallo stesso lotto. La campagna di raccolta, per la normativa europea, non potrà mai essere indicata se l’olio confezionato proviene da una miscelazione di oli di due oli o più campagne (l'olio per legge esiste se imbottigliato e analizzato. Nel momento in cui lo produco e lo tengo nel mio silos e non lo commercializzo, posso anche aspettare a fare le analisi necessarie per "immetterlo sul mercato". L'olio potrà essere così conservato in silos per 1, 2 anni, poi fatot analizzare, imbottigliato e da allora potrà essere calcolata la data di scadenza!). Per la normativa italiana la campagna di raccolta deve essere indicata.Come la normativa europea, la campagna di raccolta per la legge itaiana, non può mai essere indicata se l’olio confezionato proviene da una miscelazione di oli di due o più campagne. 
  • data di scadenza, per legge 18 mesi dall'imbottigliamento. Attenzione non 18 mesi dalla produzione, ecco perché per la legge italiana ha inserito come obbligatoria la data di raccolto.

  • lotto di produzione: identifica tutte le bottiglie, latte di olio extravergine di oliva che sono state prodotte dalla stessa macina, ovvero l'olio che è stato prodotto nella stessa giornata, anche da macine diverse, ma conservato in un unico silo.Attenzione, l'indicazione del lotto non è obbligatoria quando il termine minimo di conservazione è indicato con il giorno, il mese e l’anno cioè «da consumarsi preferibilmente entro il 15/12/2027» 

  • quantità. ovvero la capacità del contenitore (per B2C: 250 ml, 500, ml, 750 ml, 3 lt sino a un massimo di 5 lt; mentre per B2B sino a un massimo di 25 lt). Attenzione a differenza del vino, che si può vendere sfuso, in Italia l'olio sfuso non si può vendere. All'estero sono invece presenti oleoteche che vendono olio extravergine alla spina.

  • nome del confezionatore e sede: chi lo ha fatto, dove lo ha fatto

  • indicazione di corretta conservazione: da conservare al riparo da luce e calore

L'etichetta può contenere anche altre informazioni aggiuntive e non sostitutive delle precedenti:

  • tipo di molitura: «prima spremitura a freddo» se gli oli sono ottenuti a meno di 27 °C con un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche; «estratto a freddo» se gli oli sono ottenuti a meno di 27 °C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta d’olive.
  • caratteristiche organolettiche: fruttato, amaro e piccante declinati tutti in intenso, medio e leggero), amaro. Altra precisazione il livello di intensità non indica un maggiore numero di calorie (della serie "ho visto cose": ho sentito persone scegliere olio leggero perché meno calorico. Il leggero in etichetta è riferito al tipo di fruttato espresso dalle olive molite, non dalle calorie) 

  • indicazione della cultivar: ovvero della varietà di olive utilizzate. Possiamo avere un olio extravergine monocultivar, dove le olive utilizzate sono tutte della stessa varietà, oppure un blend, che indica la percentuale di monocultivar utilizzate

A questo punto, una volta verificato che nella nostra etichetta ci sia tracciabilità, data di scadenza, luogo di produzione, informazioni sulle olive e sul loto gusto, potremmo trovare anche altre informaizoni interessanti, ermesse dalla legge, come filtrato o non filtrato (il dibattito se sia migliore l'olio filtrato o no è ancora aperto. Adesso per esempio io lo filtro. Sino a qualche anno fa no), nocciolato,o denocciolato (e anche in questo caso si discute molto e io stesso ho molti dubbi su quale sia la strada da intraprendere).

Anche il carattere che viene utilizzato in etichetta per condividere tutte queste informazioni deve avere una grandezza al di sotto della quale è fuorilegge (quindi il font che si deve utilizzare non deve essere inferiore ai 3 mm).

Attenzione: in etichetta potrebbero comparire informazioni fuorvianti come genuino e artigianale. I parmetri che identificano genuinità e artigianalità sono quelli chimico-fisici in etichetta, quelli che la casalinga di Voghera guardandoli si domanderà a che servono. Comprensibile il volerlo scivere, ma, a meno che non facciano parte del nome dell'olio extravergine, non hanno ragione di essere spesi altrove.

Tantissime parole per dire che:

- l'etichetta deve essere sempre presente e deve essere fatta bene, il che vuol dire che deve contenere tutte le informazioni di cui sopra

- se non c'è etichetta, non compratelo

Attenzione, fare bene l'etichetta è difficile, l'errore può essere sempre dietro l'angolo. Ecco perché il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo ha messo online una guida pratica per etichettare gli oli di oliva. La guida vuole essere un concreto aiuto agli operatori del settore (produttori grandi e piccoli frantoiani) e ua guida all'acquisto consapevole per tutti i consumatori.

Prendi la Bottiglia

La bottiglia: sempre in vetro, generalmente è scura per proteggere l'olio dalla luce. Anche se ultimamente ho visto una splendida bottiglia, in vetro trasparente, che l'azienda certifica schermata ai raggi UV. A me piace molto, ma il mercato sarà pronto? Non potrebbe fare troppo "profumo"? 

Da evitare sempre materiali come il PET. la plastica non piace all'olio extravergine, anche se adesso la ricerca va avanti. Una ricerca svolta dal Dipartimento di Scienza degli Alimenti dell'Università di Napoli Federico II ha notato che l'olio extravergine in bottiglie in PET schermato mantiene inalterate le sue proprietà per 8-12 mesi. Per periodi maggiori vince il vetro. Un'altra ricerca svolta in una Università spagnola ha evidenziato che l'olio extravergine può essere ben conservato in contenitori di polipropilene (PP) e polilattico (PLA).

Forse tutto questo studiare per dirci che in futuro vincerà la plastica sul vetro?

Rimane un gusto, mio, personale: vetro o latta. 

La moda dell'orcetto: è carina. Mi piacciono gli orcetti. Adoro gli orcetti, Sanno di antico, sanno di storia. Mi piacerebbe tantissimo poterli avere anche io, ma sono troppo piccolo e non me li posso permettere. Mi piacciono a tal punto che ho disegnato delle fantasie e forse un giorno ve le farò vedere :) . Ma torniamo all'orcetto. L'orcetto ha un utilizzo, a mio avviso, esclusivamente domestico, Splendida idea per fare un regalo originale ad amici, da portare al posto della classica bottiglia di vino, dal quale siamo partiti, oppure potrebbe essere un qualcosa di bello e importante da regalare alla propria cucina. Non vedo orcetti nella ristorazione collettiva, essendo privi di tappo antirabbocco (gli orcetti che ho visto, aperto, utilizzato non avevano in dotazione il tappo antirabbocco). E grazie all'orcetto arriviamo a un argomento spinoso: la chiusura.

Stappala

La chiusura: bottiglia o tanica, una volta che perde la propria integrità, ovvero una volta aperta. non si può richiudere come se fosse nuova. Nella ristorazione per le bottiglie diventa obbligatorio in Italia il tappo antirabbocco per tutelare consumatori e produttori, in ottemperanza all'articolo 18, comma 1, della L. 161/14. Sul web pullulano siti che spiegano come taroccare il tappo, sintomo che forse di una legge che vuole e forse è stata ingannata.

Recentemente, a giugno 2018, il MInistero dello Sviluppo economico ha inviato una interrogazione a quello delle Politiche Agricole, chiedendo che le bottiglie di olio evo dotate di tappo antirabocco venissero destinate solo alla ristorazione collettiva e non al singolo consumatore (pare il tappo antirabbocco non venga identificato come un prodotto sicuro). Cosa accadrà? la legge ad oggi non è cambiata: il tappo antirabbocco esiste, alcune aziende lo usano indistintamente per la ristorazione collettiva e per il consumatore finale, altre aziende hanno 2 linee di bottiglie e di tappi. In ogni modo, l'olio è sempre un prodotto da maneggiare con gentilezza. sapendo che il tappo antirabbocco potrebbe stapparsi da solo, scaricando tutto il contenuto della bottiglia nel piatto, pallino del tappo incluso, la cautela deve esserci.

Quando uso una scala, so che devo fare attenzione perché potrei cadere, ma ciò non toglie che posso continuare a utilizzarla quando mi serve. Il tappo antirabbocco è una buona norma a tutela del consumatore e del produttore. Attendo con curiosità cosa decideranno i Ministeri in merito. 

Miti da sfatare

Colore

Scegli un extravergine che sia verde. Ma perché? Il colore dell'olio non è una indicazione di qualità. Il colore dipende da tantissime variabili: grado di maturazione delle olive (che possono essere verdi, invaiate o mature), il tipo di cultivar delle olive, il tipo di lavorazione in frantoio. 

L'olio può essere: verde intenso specialmente se fatto con olive verdi o appena invaiate. Il colore verde intenso indica una alta concentrazione di clorofilla (che è insapore); giallo verdino, che è il colore più comune; giallo paglierino; giallo quasi incolore indice di un processo di raffinazione o olive molto mature.

Torbidezza

L'olio torbido è più genuino. Non è vero. Le particelle in sospensione nell'olio sono un acceleratore per l'invecchiamento. L'olio non filtrato è torbido. Le particelle in sospensione nell'olio non filtrato andranno a depositarsi sul fondo per gravità creando la posa. La posa in un olio non filtrato va comunque levata per poter evitare che il deterioramento delle particelle che la compongono vadano a contaminare tutto il contenuto della bottiglia. In un olio filtrato, questo processo si effettua a molitura effettuata, quindi le particelle in sospensione vengono trattenute dai filtri e subito eliminate dall'olio. Torbidezza no grazie. Per l'extravergine scelgo la luccicanza.  

Gusto

L'olio che pizzica è cattivo, acido. L'acidità, che è un parametro che deve essere presente in etichetta, non si identifica con il gusto, ma solo attraverso una analisi chimica. L'acidità è insapore. Il pizzicchio, parola con la quale si identifica il gusto amaro e piccante dell'olio extravergine di oliva, indica il gusto fruttato dell'olio evo. Solo se un giorno avrete la fortuna di addentare una oliva dall'albero potrete capire il vero sapore dell'oliva. L'olio extravergine, amaro e piccante, ovvero fruttato in diverse intensità (leggero, medio e intenso), ci racconta il sapore del frutto dal quale è stato estratto.

Età

L'olio non è come il vino: non migliora invecchiando. Anzi, per scegliere un buon extravergine basatevi sempre sulla data del raccolto e scegliete sempre l'olio che proviene dall'ultimo raccolto. L'olio è un alimento vivo, fresco, che regala il suo massimo splendore appena spremuto. Invecchiano, specialmente se mal conservato, si ossida, si abbassano i polifenoli, il gusto si attenua. Vero è che le ultime annate sono state eroiche per la nostra olivicultura e io stesso mi sono tenuto da parte una riserva personale dell'ottima annata precedente dalla quale attingo per uso personale.    

In Cucina

L'olio extravergne è versatile: splendido a crudo, ma anche in cottura non scherza. Con l'olio extravergine si fanno per esempio delle ottime fritture. L'olio extravergine ha un punto di fumo elevato, quindi resiste bene alle alte temperature. Anche in questo caso, per fare una grande frittura dovrei prima di friggere, vado a definire il mio abbinamento cibo-olio, in modo tale che il fruttato dell'extravergine scelto vada ad esaltare il gusto della mia frittura e non a coprirlo. 

Frozen

L'olio extravergine può congelare (i grassi saturi congelano). Un olio extravergine che congela non è necessariamente migliore di uno che non congela. Vuol dire solo che sono stati conservati in modi diversi. Un olio che congela, essendo un alimento vivo, potrebbe perdere la sua freschezza, ecco perché deve essere conservato in un luogo fresco, ma non in frigorifero o congelatore. Evitiamo ai nostri extravergini sbalzi di temperatura,   

In Dispensa

Adesso mi faccio una bella scorta per tutto l'anno. Le nostre nonne ragionavano in questo modo.Attenzione, le nostre nonne avevano spazio e maestria su come conservarlo. Comprando in grande quantità, dobbiamo fare attenzione a trovare un posticino al buio e al fresco (fra i 15 e i 20 °C), dove la temperatura è costante, dove non si siano colpi di calore (lo metto in balcone, vicino alla finestra o vicino al forno o a lato dei fornelli): la rancidità potrebbe esser ein agguato e non fare prigionieri. Comprando quantità ridotte, più spesso, mi assicura un prodotto sempre fresco, assicurato direttamente dal produttore o dal rivenditoe e mi permette di viaggiare nelle 550 cultivar nazionali, e, perché no, degustare anche quello che il mondo dell'olio estero offre.

Gli Oli Sono Tutti Uguali

L'olio è tutto uguale? Degustare per credere perché non è così. Ci sono oltre 550 cultivar. Ogni cultivar poi si esprime in base al tipo di terreno, esposizione, temperatura, coltivazione, quindi i saporti da degustare aumentano per ogni monocultivar. Nel momento in cui ci troviamo davanti ad un blend, pure! Assaggiare per credere! In commercio ci sono anche oli aromatizzati (olio e limone, olio al peperoncino all'aglio...) Per legge questi oli aromatizzati non sono più oli, ma condimenti. Anche in questo caso ne ho assaggiati di ottimi. Di solito quelli migliori frangono olive e sapori (limone, aglio etc) insieme e separano tutto tramite la centrifuga. 

 

Dove lo compro?

Oste come è il vino? Essendo coinvolto in prima persona, il mio consiglio è di andare direttamente alla fonte: dal piccolo produttore, quello veramente piccolo, che non avrà mai la possibilità di arrivare alla grande distribuzione per ettolitri prodotti, per struttura aziendale e per regole di mercato.

Per scegliere il piccolo produttore ci sono Associazione come Assam che danno delle indicazioni preziose, ci sono poi eventi e guide dedicate che raccontano di un mondo poco noto, ma che è quello che si fa notare nei concorsi nazionali, internazionali. Questo mondo ha una piccolisisma rete di vendita fatta di clienti abituali (molto spesso amici e familiari) e qualche punto vendita di nicchia come oleoteche o piccole botteghe del gusto. Anche perché alla GDO, il piccolo non arriverà mai.

Da pochi giorni è stata formalizzata e presentata al parlamento Europeo la Direttiva sulla Pratiche Sleali nella commercializzazione dei prodotti agroalimentari (Direttiva Centinaio-De Castro), che vuole tutelare tutta la filiera agricola italiana. In attesa che diventi legge, l'Italia, per una volta unita chiede che siano vietati:

  1. Pagamenti in ritardo per i prodotti deperibili (oltre i 30 giorni)
  2. Modifiche unilaterali e retroattive dei contratti di fornitura
  3. Cancellazione degli ordini di prodotti deperibili senza adeguato preavviso
  4. Pagamento per il deterioramento dei prodotti già venduti e consegnati all'acquirente
  5. Ritardi nei pagamenti per i prodotti non deperibili (oltre i 60 giorni)
  6. Imposizione di pagamenti per servizi non correlati alla vendita del prodotto agricolo e alimentare
  7. Rifiuto di concedere un contratto scritto se richiesto dal fornitore
  8. Abuso di informazioni confidenziali del fornitore da parte dell'acquirente
  9. Ritorsioni commerciali o anche solo la minaccia di ritorsioni nel caso in cui il fornitore si avvalga dei diritti garantiti da questa Direttiva
  10. Pagamento da parte del fornitore per la gestione dei reclami dei clienti non dovuti alla negligenza del fornitore stesso

 Da valutare e previo accordo fra le parti (GDO e produttore):

  1. Restituzione dei prodotti venduti o sprecati
  2. Pagamento di costi per l’immissione sul mercato del prodotto, di immagazzinamento, di esposizione o inserimento in listino dei prodotti alimentari
  3. Pagamento per spese promozionali
  4. Pagamento per spese pubblicitarie
  5. Pagamento per i costi di advertising
  6. Pagamento per la gestione del prodotto una volta consegnato

Seguirò con attenzione l'iter di questa proposta, sperando che possa offrire quella vetrina che tutti i piccoli sognano.

Si vota a Strasburgo il prossimo 11 marzo 2019 e, sempre se tutto andrà bene, fra fine marzo e aprile 2019 avremo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale: 10 anni di duro lavoro che forse verranno coronati con un successo Made in Italy per il ostro agroalimentare, ma anche per quello di tutti i piccoli produttori Made in EU.

Attenzione, dopo la pubblicazione in GU, occoreranno 6 o 7 mesi per vedere l provvedimento adottato su tutto il territorio nazionale e chissà se negli scaffali della GDO possano comparire piccolisisme scorte di noi piccolissimi.

Per chi lo compro?

Per uso personale o per regalarlo? Oppure per la mia attività commerciale (bar, ristorante)? La qualità rimane, le regole sulla etichetta e taniche e bottiglie pure. Rimangono pure invariate le regole su dove comprarlo. Allora che cambia? Cambia il formato.

Per uso personale, oltre alla bottiglia, valuta anche la lattina da 5 o da 3 litri. Le accortezze sono quelle della nonna: una volta aperta, la lattina va travasata in bottiglie in vetro, scuro, nuove. Se non è possibile averle nuove, almeno che siano pulite.

Le bottiglie che ri-utilizziamo a casa non si lavano mai con l'aceto. Per quanti risciacqui si possano fare, l'aceto non andrà mai via e a lungo andare donerà all'olio un sapore di avvinato (olio e aceto). Un ottimo modo per lavare le bottiglie d'olio è invece con la SODASOLVAY®.

Per regalarlo consiglierei bottiglie da 250 oppure 500 ml e farei fare un viaggio nel gusto, con una selezione che viaggia dal Nord al Sud, Isole comprese.

Ancora poco comune è utilizzare le bottiglie di olio extravergine come ricordo di un giorno speciale (matrimonio, battesimo) al posto delle più tradizionali bombonierre, oppure anche come segnaposto.

Se poi lo compro per un ristorante, per una cucina industriale, potrei considerare taniche da 10, 25 litri, anche se più grandi sono, meno maneggievoli diventano. Alcune aziende dotano i grandi formati di rubinetto inox salvagoccia e guarnizione.

In sala, in Toscana nel 2005, quindi molto prima che diventasse legge, nasce il Centolio, una bottigliia a base quadra da 100 ml con tappo antirabbocco di olio extra vergine di oliva, adattissima per le sale di bar e ristoranti. Il formato 100 ml è molto accattivante, anche perché con accordi commerciali a monte e fermo restando il rispetto delle regole della etichettatura, potrebbe presentare il nome del locale, oltre al nome del produttore e costituire un piacevole give away, in modo tale che la bottiglietta possa essere portata a casa come ricordo per per finirla. 

Alla fine l'olio extravergine sarà un regalo grande per la cucina di tutti.

Dopo l'acquisto

Le regole per la conservazione dellolio extravergine in lattina e in bottiglia sono le stesse, e sono solo 3:

  1. L'olio extravergine si conserva in bottiglie scure, in un luogo fresco e lontano dalla luce diretta (il luogo ideale e la dispensa, lontaano dai fornelli e dal forno) 
  2. Le bottiglie devono essere sempre ben chiuse
  3. Se siete entrati nel mondo dell'extravergine, non tenete le bottiglie come ornamento, usatele e spesso e in abbondanza! In questo modo l'olio non diventerà rancido, avrete modo di comprare e degustare tantissimi monocultivar e, perché no, anche blend.

Aspettando una infografica dedicata alla scelta dell'olio extravergine perfetto per l'occasione, ci gustiamo quest'altra bellissima infografica sulla scelta della bottiglia di vino perfetta. 

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