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50 Anni di Vinitaly e 30 Anni di Vino al Metanolo: la Coraggiosa Rinascita del Vino Italiano

In questi giorni cadono anniversari importani per il mondo del vino, ma che riguardano tutto il comparto agroalimentare italiano:

- Il Vinitaly 2016 compie 50 anni e questa edizione già si preannuncia come una che rimarrà nella storia. Un po' per i numeri: 50.000 operatori, 4.100 gli espositori fra i quali ben 42hanno partecipato a tutte le precedenti edizioni della manifestazione veronese e in virtù di questo possono a ragione vantarsi di essere diventati protagonisti, se non addirittura di aver fatto la della storia del bel vino italiano nel mondo.

Questa edizione del Vinitaly vedrà la presenza di 1000 potenziali compratori esteri provenienti soprattutto da Germania, Svizzera, Austria, Regno Unito, Polonia, Stati Uniti, Canada, Giappone, Cina, Russia e paesi scandinavi. Uno degli obiettivi di questa edizione del Vinitaly è quella di aiutare il comparto a raggiungere 7,5 miliardi di export per il 2020. Ma attenzione, quest'anno sarà l'anno del vino cinese che per la prima volta sarà presente alla manifestazione. Non a caso uno degli ospiti più attesi è l'imprenditore cinese Jack Ma, fondatore di Alibaba, colosso orientale del commercio online.

 

- Lo scandalo del vino al metanolo: era il 17 marzo del 1986 quando vino da tavola sofisticato al metanolo e venduto dalla grande distribuzione uccise 23 persone e causò danni neurologici e cecità ad altre 20, residenti per la maggior parte in Piemonte, Liguria e Lombardia. Il vino era stato prodotto dalla ditta Ciravegna di Narzole in provincia di Cuneo e imbottigliato e commercializzato dalla ditta Vincenzo Odore di Incisa Scapaccino in provincia di Asti. 

Ad oggi le vittime non sono state risarcite. Giovanni Ciravegna, titolare della ditta insieme al figlio, condannato a 14 anni di carcere e morto nel 2013, nel 2006 concesse una sola intervista alla televisione svizzera al magazine di approfondimento Falò nel quale si professava innocente perché in buona fede e di essere lui il "danneggiato più di tutti".

I veri danneggiati, le vittime, gli invalidi e le loro famiglie aspettano. A ricordarlo con una toccante lettera, Roberto Ferlicca, Presidente del Comitato Vittime Vino al Metanolo.  

1986 - 2016 Trova le Differenze

In una ricerca di Symbola e Coldiretti le differenze del modo di fare e vivere il vino vengono presentate in una interessantissima analisi intitolata Accadde Domani che evidenzia di fatto una evoluzione sostanziale del settore che nel 1986 prediligeva quantità a scapito della qualità, Oggi la produzione vitivinicola italiana vuole essere invece di qualità e infatti a fronte di una sostanziale riduzione di ettolitri prodotti, il valore nominale è più che raddoppiato. Con il senno del poi questa evoluzione, avvenuta negli ultimi 30 anni, è stata in realtà una vera e propria rivoluzione, una coraggiosa rinascita, che si può riassumere in 3 punti: 

- produzione dal 1986 al 2015 scende del 39% passando da 77 milioni di ettolitri a 47, con un taglio di 30 milioni di ettolitri. Un oceano di vino che denota che la produzione italiana si p ormai orientata a un livello qualitativo maggiore. Questa scelta premia per il raccolto 2015 l'Italia diventando il primo produttore di vino al mondo. Un altro dato importante riguarda l’andamento dell’esportazione del vino italiano che nel 2015 ha toccaro i 5,4 miliardi di euro, + 575% rispetto al 1986 quando le esportazioni toccavano appena 800 milioni di euro.

- controlli da parte degli organi competenti e una legislazione che vuole essere a tutela di un settore che conta al 2015 ben 380 mila aziende (delle quali 1300 biologiche) che coltivano una superficie di 640 mila ettari (dei quali oltre 72 mila con metodo biologico), che impiega 1 milione e 250 mila lavoratori (indotto escluso) e dei consumatori di vino italiano di tutto il mondo. A livello di poduzione vitivinicola al 2015 sono stati censiti: 341 DOC (Denominazione di Origine Controllata), 123 vini IGT (Indicazione Geografica Tipica), 74 DOCG (Denominazione di Origine Controllata e garantita).

- cultura del vino che si diffonde grazie a lavoro di formazione e informazione di organizzazioni come la FIS. l'AIS, all'introduzione e valorizzazione di figure professionali come quella del sommelier, a attività di aggregazione e eventi come degustazioni, aste, presentazioni di guide e libri, e all'attività di ristoratori e enoteche che vanno alla ricerca di produzioni di nicchia, e alla promozione delle stesse etichette attraverso carte dei vini, allo sviluppo di un consumo orientalo alla qualità al quale aggiungiamo anche l'opera delle nuove tecnologie come le APP, i codici QR, social media e anche alle competizioni e trasmissioni dedicate al mondo del buon bere e mangiare.

E le prospettive per il settore se si continua su questa linea sono decisamente rosee. Qui qualche numero per avere un quadro più completo.

E per il mondo dell'olio extravergine italiano? C'è solo da imparare la lezione e lavorare duro e con passione come hanno fatto e stanno continuando a fare i nostri colleghi del vino. Andiamo quindi a ripetizione da Angelo Gaja, che nel 2013 sempre al Vinitaly racconta la storia del vino italiano dagli anni Sessanta a oggi. 

Ritorniamo allora a scuola, puntiamo sull'innovazione, cerchiamo l'appoggio di associazioni che formino figure professionali, creino momenti di incontro e cerchiamo anche di dialogare con ristoratori attenti e botteghe del gusto per parlare anche di una carta degli oli, valorizziamo il nostro territorio e cerchiamo di fare sistema, perché come per il mondo del vino, anche noi che facciamo olio evo dobbiamo lavorare insieme per creare una cultura dell'olio extravergine di oliva.     

Che questi scandali che stanno colpendo il mondo dell'olio extravergine rappresentino una nuova rinascita come 30 anni orsono fu lo scandalo del metanolo per il mondo del vino.

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