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Tutto sul Vaso Policonico: Teoria e Pratica a Confronto

Aumentare il benessere delle piante di ulivo, la produttività diminuendo allo stesso tempo i costi di gestione è possibile?  La risposta mi è arrivata partecipando come osservatore alla 14° Edizione del Campionato Nazionale di potatura dell’olivo allevato a vaso policonico a Montopoli dove ho potuto assistere ad un intervento sul campo di Giorgio Pannelli, esperto di fama internazionale e Presidente del Comitato Scientifico del Campionato Nazionale di potatura dell'olivo: teoria e pratica for dummies (dove il dummy sono io).

L'intervento di Pannelli mi ha colpito perché:

- diceva addio alle motoseghe e alle scale, sostituite da svettatoio e seghetto, quindi addio lavoro in quota e benvenuto lavoro da terra

- diminuiva i tempi di potatura, indicando come 10 minuti il tempo da dedicare a ogni pianta

- puntava sul benessere ritrovato delle piante e a una loro maggiore produttività (mi sembra di aver sentito addirittura 30%)

- parlava di redditività dell'oliveto

Ma ecco una bella video lezione sulla potatura dell'olivo di Giorgio Pannelli.

Personalmente dare un rinnovato vigore alle mie piante mi piace. Non nascondo che i miei da secoli vengono potati con una logica totalmente diversa: quella del cono rovesciato. Ma i tempi sono cambiati e le logiche che regnavano un tempo in uliveto non sono le stesse di oggi. Un tempo per esempio la potatura era un mezzo per avere la legna per il camino. Oggi, con stufette e pompe di calore, il camino si usa solo in situazioni speciali o di emergenza.

I Principi del Vaso Policonico

  1. Il benessere della pianta è dato da un corretto rapporto chioma-radici
  2. Gli interventi di potatura hanno come obiettivo quello di mantenere in armonia il rapporto chioma.radici
  3. Quando questo rapporto viene rotto da potature per esempio troppo aggressive, la pianta risponde con una rinnovata potenza vegetativa, come risposta al trauma e per recuperare l'armonia chioma-radici persa. La vegetagione che però viene prodotta è però infruttifera: proliferano i succhioni.
  4. Il vaso policonico ha l'obiettivo di preservare e mantenere il corretto rapporto chioma-radici e di evitare che la pianta sfugga di mano e si sviluppi in altezza (infondo le olive devono essere in qualche modo raccolte)
  5. Il vaso policonico è una forma di allevamento dell'olivo che ricorda il naturale portamento della pianta, ma che in realtà non lo è. Si tratta di un portamento verosimile, dove dietro c'è molto studio e altrettanta pratica. 
  6. Le branche primarie della pianta sono 3 o 4. diventano 5 o 6 solo per olivi di grandi dimensioni. La struttura finale della pianta è formata da 3 coni. L'olivo acquista in questo modo una struttura aperta, arieggiata e illuminata anche al suo interno
  7. Tenere a memoria sempre le 5 regole di Nizzi Grifi, sulla potatura dell'olivo.

 

Vaso Policonico: Pratica

Trasformare un oliveto da potatura tradizionale e policonica può essere una bella sfida (per me soprattutto), chiedo a Leonardo Delogu, un pioniere del monovarietale italiano, che è anche pioniere del vaso policonico. 

Leonardo, quando hai deciso di dare al tuo oliveto un volto nuovo? Quando ti sei avvicinato al vaso policonico e quando hai fatto la prima potatura e soprattutto i tuoi alberi come erano allevati (vaso rovesciato, cespuglio, forma libera).

LD: Tutto è iniziato quando, dieci anni fa, con l’associazione Olivicoltori Ittiresi s’Ischimadorza, abbiamo organizzato il primo concorso regionele di potatura in Sardegna, collegato a quello nazionale Forbici d’Oro. Quindi il primo incontro col vaso policonico supera abbondantemente un decennio! Nella nostra zona le piante non avevano una forma ben precisa. I nostri nonni allevavano l’olivo consociato al vigneto e la priorità era quella di tirare su la pianta per consentire al cavallo di passarci sotto per effettuare le lavorazioni e assecondavano le direzioni delle branche in modo da permettere loro di trovare la luce. La forma era libera e tendeva col tempo a divenire un globo. Con la potatura si apriva la pianta per darle una forma vicina al vaso

Hai veramente abbandonato scale e motosega e dedichi 10 minuti a pianta?

LD: Si…niente più scale!! Sono pericolose e soprattutto dalla scala non vedi bene la pianta e rischi di sbagliare. Ho sostituito le motoseghe con elettroseghe montate su asta estensibile che permettono di lavorare agevolmente da terra ed arrivare sino ad oltre 4 metri di altezza. Il tempo è molto relativo, dipende dalle dimensioni della pianta e dal tipo di intervento. Nella ristrutturazione di piante secolari si può impiegare sino ad un’ora intera, mentre negli interventi successivi, per quanto riguarda la potatura di produzione, i 10 minuti sono più che sufficienti.

Dopo quanto tempo hai notato una maggiore vigoria nelle piante, unita a una rinnovata produttività?

LD: La vigoria della pianta dipende dall’intensità della potatura, più si taglia e più la pianta reagisce producendo molta vegetazione e la risposta è immediata. Il bravo potatore deve trovare il giusto equilibrio nell’intensità di potatura e tagliare quanto basta per stimolare la pianta a produrre nuova vegetazione e allo stesso tempo consentire la produzione dei frutti.

Quali sono per te i 3 segreti della potatura perfetta?

LD: la potatura perfetta non esiste...dico sempre che attorno alla pianta dell’olivo non bisogna fare troppa filosofia...bisogna soprattutto capire quali sono le esigenze della pianta e quelle di noi olivicoltori. Se posso permettermi trasformerei i segreti in consigli: uno è impiegare poco tempo e risparmiare soldi, anche perché la potatura è l’operazione che insieme alla raccolta costa di più … dare alla pianta una forma semplice, una struttura essenziale con poco legno e tanti rametti produttivi… riformare la pianta, quanto possibile, al vaso policonico perché è la forma che favorisce le operazioni di raccolta, soprattutto quelle meccaniche e consente di raccogliere in minor tempo la maggior parte delle olive.

 

Vaso Policonico: Teoria

Non ho potuto fare a meno di contattare Giorgio Pannelli, perché dopo la pratica, un pochino di teoria ci vuole sempre. A Giorgio Pannelli ho domandato:

Quali sono le difficoltà che un olivicoltore potrebbe incontrare nel passaggio da una potatura tradizionale (a vaso rovesciato, per esempio) a quella policonica.

GP: Le difficoltà potrebbero essere solo culturali legate alla mancata informazione o, peggio ancora, alla prevenzione verso l’innovazione.

A Montopoli ho notato una grande partecipazione e una grande attenzione da parte di tutti coloro che hanno partecipato in qualità di osservatori e io ero fra loro. La sensazione è che il vaso policonico si sta diffondendo. Ad oggi, su tutte le aziende agricole produttrici di olio con uliveto che ei conosce, quante adottano in Italia il vaso policonico.   

GP: Basta guardarsi intorno per rispondere che le aziende di cui mi chiede sono una esigua minoranza ma non sempre la maggioranza ha ragione, specialmente alla luce di quanto sopradetto.

In uno dei suoi ultimi corsi a Lecce all'inizio di quest'anno si è parlato di potatura per limitare la presenza e contrastare la diffusione delle Xylella. Ci può dare una speranza per curare glu ulivi? 

GP: gli olivi affetti da Xylella resteranno affetti dalla patologia finché le piante non elaboreranno autonome strategie di sopravvivenza. Le batteriosi esistono da sempre e mai hanno provocato la scomparsa di una specie in un determinato areale. Certamente un recupero della vitalità del terreno e della reattività delle piante potrebbe contribuire allo scopo. Quindi basta con diserbo e lavorazioni del terreno ed avanti con inerbimento compresa la trinciatura dei residui di potatura; basta con capitozzatura periodica degli alberi ed avanti con manutenzione annuale di piante allevate a vaso policonico; basta incuria ed avanti con concimazione e corretta difesa fitosanitaria ed infine, basta con la raccolta da terra per la produzione di olio lampante ed avanti con la raccolta dall’albero per la produzioni di olio di qualità tipica.

Che il vaso policonico sia davvero il futuro (radioso) della olivicultura italiana? Se è così, io ha Montopoli ho avuto la mia illuminazione.

Ringrazio Giorgio e Leonardo per la disponibilità e ora volo in oliveto che devo potare. Chissà che combinerò! Di sicuro sento che cambiare è ormai necessario (cit.). Attenzione: per potere serve la giusta attrezzatura. Continua la lettura e scopri una azienda amica del vaso policonico. 

 

Attrezzatura di Base del Moderno Olivicultore

Adesso diamo una occhiata anche a quallo che serve per realizzare il vaso policonico. A Montopoli abbiamo conosciuto diverse aziende con diversa utensileria. L'obiettivo della finale del campionato di Montopoli aveva infatti un dupice obiettivo, più volte sottolineato dallo stesso Pannelli:

- trasferire agli agricoltori le conquiste della ricerca in maniera diretta e immediata

- presentare sempre sul campo macchine innovative per:

- raccolta (raccolta agevolata e meccanica, vibratori del tronco e bacchiatori meccanici)

- difesa (macchine per l’irrorazione degli alberi, sia per trattamenti di precisione come quelli contro la mosca delle olive in olivicoltura biologica, sia per l’irrorazione totale della chioma; macchine per la gestione del terreno, con particolare riferimento all’opportunità di incrementare il contenuto in sostanza organica del terreno mediante contemporanea trinciatura della flora spontanea e dei residui di potatura)

- potatura (attrezzature manuali, elettriche e con motore endotermico con prolunga telescopica per potatura da terra)

Fra tutte, abbiamo intervistato la Pellenc, azienda che in questo momento produce attrezzatura elettrica per realizzare il vaso policonico. 

 

Elettroutensili: Parla Giandomenico D'Isa della Pellenc Italia

Dal 1973 Pellenc produce elettroutensili. Intervisto Giandomenico D'Isa, Capo Commerciale di Pellenc Italia. 

 

 

 Signor, D'Isa, siete una azienda internazionale e siete leader nel settore degli  elettroutensili agricoli. Parlare con Pellenc è parlare con il futuro dell'agricoltura. Fra 15 anni noi agricoltori e soprattutto noi olivicultori che tipo di strumenti addotteremo?

Questa è una domanda che  vorrei fare anche io al nostro ufficio progettazioni ma so già che non mi risponderanno. Sicuramente in pentola ci sono molte cose che bollono. Pellenc ci ha abituato ad avere un’innovazione continua che è andata di pari passo  con lo sviluppo  delle batterie e della tecnologia. Penso che la tendenza di tutti ormai sia quella di mettere sul mercato attrezzature sempre più piccole, leggere che siano di poco impatto, ma che garantiscano sempre la giornata di lavoro.

Per poter creare un bel vaso policonico il catalogo Pellenc offre elettroutensili come:

- le forbici prunion
- treelion
- selion asta
 
Ci può raccontare questi vostri prodotti?

- Le forbici prunion.

Quest’anno abbiamo presentato la  6° generazione di forbice. La prunion  è una forbice che risponde perfettamente alle esigenze dei nostri olivicoltori, ci sono voluti 5 anni di ricerca e sviluppo e un team di 16 persone per riuscire a migliorare un prodotto che per noi è stato fondamentale per la crescita nel settore olivicolo. Con il suo diametro di taglio di 45mm ci permette di eseguire tagli importanti senza nessuno sforzo, il grilletto ottico (BREVETTO PELLENC) ci permette di avere un passaggio immediato dalla apertura parziale a quella totale grazie al rilevamento della posizione del dito. In base alle esigenze di ogni cliente è possibile scegliere 4 diverse tipologie di funzionamento (BREVETTO PELLENC) :

U1 MAX PRESTAZIONI taglio progressivo con semi apertura per il massimo della velocità

U2 CONFORT RISPARMIO  taglio progressivo con semi apertura per un compromesso tra velocità e autonomia

U3 AZIONE TOTALE per tagli rapidi e ripetuti

U4 MODALITA’ PROGRESSIVA per lavori di precisione  

La forbice Prunion può essere alimentata da due diverse batterie intelligenti, con la batteria 150P abbiamo un autonomia di 9 ore mentre con la batteria 250 oltre ad avere un autonomia di 12 ore abbiamo anche la possibilità, grazie ad un doppio connettore di collegamento, di poterci collegare due attrezzi contemporaneamente come potrebbe essere un seghetto Selion della nostra gamma.

Quando dico batterie intelligenti mi riferisco alla nostra scheda elettronica( BREVETTO PELLENC) che collegata alla batteria gestisce la stessa in 4 fasi importanti:

GESTIONE TEMPI DI CARICA E SCARICA   Le batterie a Li-ion perdono parte della capacità se non vengono conservate pienamente cariche per lunghi periodi. Le batterie PELLENC mantengono la carica completa per 10 giorni, per poi scaricarsi fino a una situazione di accumulo ottimale. Possono rimanere in questo stato fino a 24 mesi.

EQUILIBRAMENTO DEGLI ELEMENTI  Le nostre batterie hanno l’istinto di sopravvivenza garantiscono l’equilibro e la protezione individuale di ogni singolo elemento. I periodi di carica vengono ottimizzati a prescindere dalla capacità della batteria nel momento che viene messa in carica questa operazione ci permette di non avere nessun effetto memoria.

RICONOSCIMENTO DEGLI UTENSILI       La batteria riconosce il tipo di attrezzo collegato, questo riconoscimento permette di ottimizzare al meglio le prestazioni dell’utensile in termini di prestazioni ed autonomia.

SICUREZZA IN CARICA E SCARICA            La scheda elettronica protegge la batteria in fase di carica da sovraccariche controlla la temperatura e ne blocca il funzionamento in caso di temperature troppo bassa o troppo alta ( 0°/45°in fase di carica, in fase di lavora fra 0°/55°)      

       

- Treelion

La Forbice Treelion D45/1500 è una forbice con asta da 1,5mt a doppia impugnatura. Questo tipo di forbice ci permette di effettuare potature di precisione operando da terra senza l’utilizzo di scale. La doppia impugnatura è stata pensata per avere una maggiore ergonomia nell’utilizzo e per riuscire a sfruttare al meglio l’altezza dell’operatore. In effetti pur avendo un asta che non supera i 2 mt riusciamo tranquillamente ad operare fino ai 3,5/ 4 mt. Grazie al fatto di avere il motore della forbice nell’impugnatura non abbiamo alcun peso in testa e questo ci permette di operare in modo ergonomico in qualsiasi situazione senza avere pesi di sbilanciamento in alto. Il suo peso è di soli 1,7 kg.  Anche questa forbice ha un diametro di 45mm ed e possibile regolare l’apertura di taglio. La forbice treelion d45/1500 è adattabile a tutte le nostre batterie multifunzione.

- Selion Asta

Il Selion è stato il nostro primo potatore a catena. L’esigenza di operare sempre di più da terra ha fatto sì che Pellenc investisse le sue risorse in ricerca e sviluppo su questo utensile. Oggi abbiamo a diposizione 4 modelli di Selion che si differenziano nella lunghezza dell’asta. Sicuramente quest’attrezzo ha migliorato notevolmente la qualità del lavoro dell’operatore grazie alla sua leggerezza: il modello con asta telescopica non supera i 3,5 kg e questo lo rende agevole nelle potature di riforma, ma soprattutto le vibrazioni ridotte al minimo e l’assenza di gas di scarico a fatto sì che le condizioni di lavoro migliorassero notevolmente. Il modello che noi consigliamo maggiormente per la potatura di riforma è il modello SELION T220/300 con lama carving. Grazie alla sua testa orientabile è possibile individuare la giusta inclinazione di taglio, la regolazione della catena è automatica(BREVETTO PELLENC) - questo facilità moltissimo l’operazione dell’operatore -  il serbatoio dell’olio che è posto nell’impugnatura rende ancora migliore la presa in mano dell’attrezzo e va a bilanciarsi con il peso in testa del motore e catena. La lubrificazione è automatica (BREVETTO PELLENC) in base allo sforzo che percepisce la scheda elettronica aumenta o diminuisce il flusso dell’olio che viene portato in testa tramite una pompa peristaltica. Il nostri modelli Selion sono adattabili a tutte le nostre batterie multifunzione.

Quando secondo lei, l'alimentazione dei vostri elettroutensili sarà tanto potente quanto piccola e leggera, magari delle dimensioni di un orologio da polso.

La tecnologia delle batterie è in continua evoluzione, nel 2004 siamo stati la prima azienda ad introdurre la tecnologia lithio-ione in agricoltura in soli 12 anni abbiamo visto passare davanti ai nostri occhi ben 3 diverse tipologie di Lithio-ione ogni qualvolta che abbiamo presentato una nuova batteria era sempre più piccola , più leggera e con una maggiore capacità stoccata. Non so risponderle se in 15 anni riusciremo o meno a ridurre le dimensione ad una pila da polso ma sicuramente Pellenc continuerà ad investire sullo sviluppo delle batterie. Al momento siamo arrivati a questa dimensione: foto batteria 150W

Parliamo di sicurezza: a differenza degli utensili manuali, gli elettroutensili hanno necessità di accorgimenti di sicurezza maggiori, quali innovazioni avete portato in questo campo e cosa pensate di apportare in un prossimo futuro.

La sicurezza è stata la base di partenza per lo sviluppo di ogni prodotto Pellenc , se penso alle forbici siamo stati i primi a presentare una modello a taglio progressivo, il fatto di avere un grilletto sensibile al movimento dove ci si può fermare in qualsiasi istante è stata un innovazione da non poco se si pensa che fino a quel momento si utilizzavano attrezzature pneumatiche ,di cui tutti conosciamo il  funzionamento. Su tutti i modelli Selion Manuali abbiamo un sensore di antirimbalzo (BREVETTO PELLENC) che blocca la motosega al primo movimento inusuale , oppure all’arresto immediato della catena appena viene rilasciato il grilletto di funzionamento.

Vorrei però precisare  che le aziende possono apportare i migliori sistemi di sicurezza,  ma se non vi è una giusta formazione sia sull’utilizzo delle attrezzature che sul comportamento che l’operatore deve tenere sul posto di lavoro, sarà difficile per noi apportare e migliorare ulteriormente la sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

Conclusioni

L'importante è iniziare e se per avere qualche informazione in più, ecco due libri utilissimi da non tenere sopra il comodino, ma sotto le nostre meravigliose piante di ulivo:

Olivicoltura. Coltivazione, olio e territorio di Barbara Alfei, Giorgio Pannelli e Antonio Ricci

Olivicoltura di qualità. La moderna coltivazione dell'olivo e le tecniche per ottenere produzioni di eccellenza sempre di Barbara Alfei, Giorgio Pannelli e Antonio Ricci

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